In determinate situazioni


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In determinate situazioni l’intelligenza e la speranza si annientano e muoiono dinanzi alla presunzione di una stupidità cattiva di certe persone e di certe situazioni. Nel loro ego si vantano di saper sentenziare Verità assolute, nell’incapacità di non voler ascoltare, di non saper ascoltare. Purtroppo la stupidità si nutre di giudizi e si asseta di pregiudizi. Cresce e pianta radici profonde e cupe come pozzi artesiani. Nuda senza valori, senza verità fluisce rigogliosa tra gli argini della vita, dove ahimè noi tutti che (osserviamo in silenzio) siamo confinati a nutrirci solo della nostra anima per restare in vita.
DI Raffaella Frese

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Vivo la speranza che m’indossa!


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Vivo la speranza che m’indossa! Vivo di tante definizioni e valori autentici. Vivo d’amore. Di sorrisi, ma anche di fallimenti e di cadute. Vivo guardando avanti nuove albe. Mi concimo di pugni, mi fortifico di lacrime. Ho ossa forti come il ferro, perché il tempo ha saputo temprarmi. Ho tatuato su cuore la “voglia di vivere” e sull’anima l’impronta acquisita dell’esperienza. Vivo di vita nella smisurata voglia di imparare e comprendere ancora cose nuove. Mi accingo al domani con mani forti e con mente aperta: “mi appresto a scrivere capitoli nuovi”. Tollerante e curiosa attendo che la realtà mi indichi nuove prospettive, mi delimiti i percorsi per poter raggiungere e creare nuovi sogni e desideri. Estrapolando da questo mondo l’indefinibile sostanza che si chiama volontà.
DI Raffaella Frese

Voglio raccontarvi una storia


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Voglio raccontarvi una storia dal nome molto bizzarro “UMILTÀ” Bizzarro direte??? Si bizzarro poiché molti non conoscono neppure la sua esistenza e significato. Un giorno la parola domandò all’azione poiché io sono nel ruolo della vita importante, essenziale “e intelligente è il mio nome” sai dirmi tu che ruolo e posizione occupi in questo frangente di tempo?? “Parola”, tu che parli, parli, mentre manipoli gli attimi e trasformi il giudizio in viali e strade, io non mi vanto, non esulto al vento grandi paroloni, io non diffondo opportunismo ed egoismo, posso essere insicuro/A lo ammetto, poiché prima di agire scruto ogni possibilità, ma ciò che sono si chiama altruismo, perché se agisco, agisco con il cuore. Sai c’è un enorme differenza tra intelligenza e furbizia, e tu che ti chiami (intelligenza); penso che tu sia solo una pianta velenosa che adatta le sue radici a quello che trova sul suo cammino, ed io invece che mi chiamo UMILTÀ’ poiché l’umiltà la si trova nelle azione non nelle parole, io ti dico che sono in continuo mutamento, un mutamento interiore in questa realtà distorta e incongruente… alla ricerca di ciò che sono, e ciò che voglio essere.
di Raffaella Frese

Oggi scrivo dell’amore


 

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Oggi scrivo dell’amore, di luoghi comuni, scrivo di un qualcosa che porta scompiglio, scrivo di qualcosa che dovrebbe essere naturale e semplice. Scrivo dell’amore, quello senza egoismo, quello senza ipocrisia, quello che è conforme alla felicità poiché è la felicità. Scrivo di un rispetto che va oltre gli schemi epatici di una vita data sempre per scontato. Scrivo dell’oltre, che non tutti riescono a sentire. Scrivo dell’amore, di quella sfera di luce che illumina e rincuora quella dignità che per molti è Obsoleta e insignificante. Ma, L’amore non è un concetto astratto, non è un racconto di un maestro di vita, non è un libro da leggere scritto da un filosofo che esprime la propria esperienza con distacco dalla cruda realtà. L’amore è sentirsi completi, è sentirsi a casa, è sentirsi pieni di gioia, è la paura di perdere l’unica cosa che dona vita al tuo respiro. Ecco cos’è l’amore!!! L’amore non mette toppe, non solca il viso con lacrime amare, non spezza le ali, non accoltella con il tradimento, non dona frustrazione ma serenità. Ma ahimè oggi l’amore sono solo bei discorsi, che basati sulla superficialità del sentirsi superiori e onnipotenti, oltrepassano ogni confine nelle bassezze più remote, dove il quotidiano si trasforma in abitudine, in una rutin accomodante che nulla a che fare con il verbo Amare.

di Raffaella Frese

C’era un giorno la speranza che fiera e coraggiosa s’aggirava nel borgo della fiducia.


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C’era un giorno la speranza che fiera e coraggiosa s’aggirava nel borgo della fiducia. Incontrò nell’angolo il rispetto. Gli domando; come mai questa faccia così triste??? Il rispetto gli rispose, poiché non sono ben accetto e la fiducia nel prossimo è ormai svanita, non mi resta che allontanarmi e lasciare posto, a chi con maestria sa governare egregiamente, meglio di me. Dimmi a chi ti riferisci??? Disse la speranza. Rispose il rispetto, parlo dell’egoismo, ecco di chi parlo!! Lui sa essere molto più convincente di me. Riesce a crearsi spazio e dimensione dove io non riesco. Dai non dire sciocchezze ribadì la speranza. Lo sai che non mi piace sentire queste cose. Lascia perdere i piagnistei e rimboccati le maniche. Alleati con il coraggio e infondi nel cuore delle persone ciò che altri non riescono a fare. Infondi Pace, amore, amicizia…ed io non preoccuparti non ti lascerò solo, sarò sempre lì a rincuorarti e a donarti quella forza che pensavi perduta. Se non mi trovi cercami, ovunque e dovunque, io ci sarò SEMPRE, non dimenticarlo!!!

[Raffaella Frese] ©

C’era una VOLTA


C’era una VOLTA…è così che iniziano sempre le FAVOLE…c’era una volta un grande amore, tra il sole e la luna… nato quasi da un capriccio, un amore immenso, cresciuto oltre ogni aspettativa…c’erano due cuori, perduti nella vita, in questa storia infinita…gli unici interpreti di questa favola, erano esclusivamente loro due… diversi ma terribilmente uguali perchè entrambi aspettavano che prima o poi la vita li ripagasse di tante sofferenze vissute…fu così che il destino decise di farli incontrare, ogni tanto nell’eclissi dell’infinito e benchè la loro strada non fosse in discesa decisero di prendersi per mano e di percorrerla insieme…sempre uniti, anche se distanti, uniti con l’amore e nell’amore e anche quando le difficoltà sembravano incolmabili…c’erano una volta…l’amore una favola infinita che ancora fa sognare…forse ogni tanto si perdono, i loro sguardi non sanno incontrarsi…ma i loro sorrisi finiscono sempre per ritrovarsi, forse sono finiti in un vortice pericoloso…forse…le mani si stringeranno e si lasceranno ancora tante volte…ma queste due luci abbaglianti sono niente l’una senza l’altro…si ameranno per sempre e ancora, oltre il visibile e l’impensabile,,si amano tanto e non lasceranno che niente e nessuno mai li divida…c’era una volta la storia dell’amore!… Raffy 

A volte ferma a guardare l’infinito mi chiedo


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A volte ferma a guardare l’infinito mi chiedo: come fanno le corde di un violino ad emanare tale melodia? Come fa un semplice strumento ad intonare musiche e note meravigliose. Uno strumento così piccolo, con sole quattro corde tese che riesce dove altri si fermano. È meraviglioso. Poi ripenso alla vita, alla mia vita e mi accorgo che io è il violino abbiamo molto in comune. Non è che mi paragono a tale e straordinaria unicità, ma quando sono tesa e sotto pressione, le note della mia quotidianità hanno un altro suono e le cose che faccio risultano migliori. Mi accorgo che mi è più facile affrontare e resistere al peso che incombe… Ed è così anche con il violino, quando è ben incordato, bello teso, la musica che emana è un richiamo alla vita, un qualcosa di soave che resiste, che assiste alla capacità di meravigliarsi. Nonostante tutto.
di Raffaella Frese